Le nostre scuole dell’infanzia: una ricchezza per la comunità
Quando parliamo delle nostre scuole dell’infanzia parrocchiali capita ancora, con affetto, di sentirle chiamare “asili”. È un termine che appartiene alla memoria di molti, ma oggi non descrive più ciò che queste realtà sono realmente.
Le scuole dell’infanzia sono infatti il primo segmento del percorso scolastico e rappresentano un ambiente educativo fondamentale, nel quale i bambini dai tre ai sei anni crescono, imparano, scoprono sé stessi e il mondo, costruendo le basi della loro personalità.
Le più recenti ricerche nel campo delle neuroscienze confermano quanto i primi anni di vita siano decisivi per lo sviluppo cognitivo, emotivo, relazionale e spirituale della persona. È proprio in questa età che il cervello sviluppa con maggiore intensità le connessioni che sosterranno gli apprendimenti futuri e il modo di stare con gli altri. Investire nell’educazione della fascia 0-6 anni significa quindi investire nel futuro delle persone e dell’intera società.
Le nostre tre scuole dell’infanzia parrocchiali condividono questa missione educativa con modalità differenti ma complementari.
La scuola San Vito valorizza il bilinguismo, offrendo ai bambini l’opportunità di avvicinarsi alla lingua inglese in modo naturale, attraverso il gioco, la relazione e la quotidianità.
La scuola di Caselle si ispira al metodo Montessori, che promuove l’autonomia,
il rispetto dei tempi di ciascun bambino e l’apprendimento attraverso l’esperienza concreta.
La scuola di Altivole, con il metodo laboratoriale, mette al centro il fare, la sperimentazione, la creatività e la ricerca, trasformando ogni esperienza in occasione di scoperta e di crescita.
Tre percorsi diversi, ma un unico obiettivo: accompagnare ogni bambino nello sviluppo armonico di tutte le sue potenzialità.
A fare da sfondo al progetto educativo di quest’anno sarà il brano del Vangelo di Marco: «Lasciate che i bambini vengano a me»(Mc 10,13-16). Non si tratta semplicemente di uno slogan religioso, ma di una parola che orienta concretamente il nostro modo di educare. Gesù pone il bambino al centro, lo accoglie, gli restituisce dignità e lo indica come esempio di fiducia e apertura al Regno di Dio.
Le nostre scuole desiderano tradurre ogni giorno questo Vangelo in gesti concreti di cura, attenzione, ascolto e accompagnamento.
Per questo le scuole dell’infanzia parrocchiali sono anche autentici strumenti di evangelizzazione.
L’annuncio della Buona Notizia passa certamente attraverso i momenti di preghiera, le feste liturgiche e i racconti del Vangelo, ma soprattutto attraverso lo stile educativo: la cura delle relazioni, l’accoglienza di ogni bambino, il perdono, la condivisione, la gratuità e il servizio. I bambini portano poi quanto vivono a scuola nelle loro case, diventando, spesso senza accorgersene, piccoli testimoni del Vangelo nelle loro famiglie. In questo senso la scuola non è soltanto un servizio educativo, ma una presenza missionaria della comunità cristiana nel territorio.
Le nostre scuole sono anche vere scuole di comunità.
Accanto alle insegnanti, al personale educativo e ai dipendenti, operano tante persone che mettono a disposizione tempo, competenze e generosità: volontari che si occupano della manutenzione, del riposino dei più piccoli, della cura degli ambienti, dell’organizzazione delle iniziative, delle feste, della raccolta fondi e di molti servizi spesso invisibili, ma preziosi. È grazie a questa rete di corresponsabilità che le scuole continuano a essere luoghi vivi, accoglienti e aperti al territorio. Prendersi cura delle scuole
dell’infanzia significa, quindi, prendersi cura dei bambini, delle famiglie e del futuro della nostra comunità. Significa credere che educare sia una delle forme più alte di carità e uno dei modi più concreti con cui la Chiesa continua ad annunciare il Vangelo. Per questo le nostre scuole non appartengono soltanto a chi le frequenta: sono un patrimonio di tutta la comunità cristiana, una ricchezza da custodire, sostenere e far crescere insieme.

